Risarcimento per overbooking
Ti è stato negato l’imbarco, situazione di overbooking? Hai diritto al risarcimento…Imbarco negato? Ti spettano fino a € 600 di risarcimento per overbooking
Ti è stato negato l’imbarco (situazione di overbooking)? Hai diritto al risarcimento, affidati ai nostri professionisti specializzati in diritto del trasporto aereo ti seguiranno fino all’ottenimento di ciò che è un tuo diritto!
Cos’è l’overbooking?
L’overbooking (o “sovraprenotazione”) deriva dalla necessità di una compagnia aerea di trarre il massimo profitto possibile da ogni singolo volo e consiste nell’accettare più prenotazioni rispetto al numero di posti disponibili in un aeromobile. Molto spesso i passeggeri non si accorgono di niente, dato che qualcuno rinuncia al viaggio che ha prenotato (oppure lo perde, a causa del ritardo di un volo precedente).
In molti casi i passeggeri rinunciano al loro volo con discreto anticipo, chiedendo la cancellazione del biglietto e ottenendo un rimborso (di solito parziale). In questi casi la compagnia aerea ha tempo di mettere in vendita nuovamente il biglietto, con margini sufficienti per ottenere una nuova prenotazione.
C’è però sempre la possibilità che un passeggero abbia un contrattempo dell’ultimo minuto che gli impedisca di presentarsi in aeroporto, portandolo a rinunciare al viaggio. In questo caso la compagnia aerea ha una grande opportunità: da un lato incassa comunque buona parte del biglietto (non fruito) da chi ha rinunciato, dall’altra può vendere una seconda volta il biglietto e assicurarsi che il suo aereo sia pieno e il più profittevole possibile. Il problema è che questa pratica non può essere fatta all’ultimo minuto: la compagnia aerea vende quindi in anticipo più biglietti dei posti disponibili, sapendo che alla fine qualche passeggero non si presenterà e prevenendo quindi la sua assenza.
Prevedere le rinunce
Le compagnie aeree più grandi, quindi con numerose destinazioni e una flotta di molti aerei, riescono a ottenere centinaia di milioni di euro in più ogni anno grazie all’overbooking. Fanno affidamento su algoritmi elaborati e raffinati per stimare quanti passeggeri non si presenteranno su ogni volo, mettendo quindi in vendita già da settimane prima un numero maggiore di biglietti rispetto all’effettiva disponibilità di posti a bordo. Gli algoritmi tengono in considerazione centinaia di variabili come gli aeroporti di partenza e destinazione dell’aereo, le condizioni meteo, le precedenti cancellazioni e i ritardi dei voli precedenti, nel caso di viaggi con tappe intermedie.
In linea di massima, un aereo in partenza da un piccolo aeroporto di provincia verso un aeroporto più grande (“hub”) dal quale si prende una coincidenza è meno a rischio di rinunce all’ultimo minuto: non ci sono altre alternative pratiche per raggiungere velocemente l’hub e ci sono meno voli nella giornata, condizioni che influiscono molto sulla motivazione dei viaggiatori, che cercheranno quindi di superare il loro contrattempo per imbarcarsi ugualmente. In un grande hub le cose cambiano: è molto più trafficato, l’offerta dei voli è enormemente più ampia, ci sono più probabilità di ritardi e rischi di perdere le coincidenze. È quindi più probabile che si verifichino imprevisti in un hub, rispetto a un piccolo aeroporto da cui partono solo voli interni.
Cosa fare nei casi di overbooking?
È ovvio che in casi analoghi il modus operandi della compagnia arreca un danno al passeggero in termini di tempo, di soldi e scelte e/o esigenze personali. Per questo motivo esiste l’obbligo legale di trovare una soluzione per il viaggiatore che riguarda il rimborso del biglietto e un indennizzo per il volo perso.
Una volta che è stata accertata la situazione di overbooking, il personale è obbligato a fare richiesta ai passeggeri se sono disposti a cedere il proprio posto sul volo, in cambio di benefici. In questo modo, magari si trova qualche viaggiatore che può benissimo attendere il prossimo volo, senza creare alcun tipo di problema.
Diversamente, gli ultimi posti della fila di imbarco sono costretti a rimanere a terra. È in quel caso quindi che i passeggeri hanno diritto a un risarcimento per overbooking.
Per i viaggiatori che rinunciano in modo volontario i benefici sono il rimborso del biglietto e un imbarco su un volo alternativo, mentre per quelli che sono obbligati a restare a terra oltre al rimborso c’è anche l’assistenza con pasti e bevande, pernotto in hotel e trasferimenti pagati, oltre ad un rimborso economico per il danno subito.
Tale risarcimento è determinato dal Regolamento CE n. 261/2004 ed ammonta a:
- € 250,00 per i voli inferiori o pari a 1500 km;
- € 400,00 per i voli compresi tra 1500 e 3500 km;
- € 600,00 per tratte superiori a 3500 km.
Ogni passeggero ha diritto a tutto questo, anche se molti ancora non lo sanno.
Cosa fare per ottenere il risarcimento per overbooking?
Innanzitutto è necessario conservare la prenotazione, il biglietto (basta anche l’e-mail di conferma della compagnia aerea) e l’eventuale boarding pass.
Al fine di istruire la tua pratica di rimborso per volo in ritardo ci occorre:
- copia di un documento di identità del passeggero;
- copia biglietto aereo o carta di imbarco dove sarà leggibile il numero del volo, la tratta e l’orario di partenza;
- una descrizione sintetica ma dettagliata dei fatti;
- eventuali spese extra (scontrini e fatture) sostenute a causa della cancellazione del volo.